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Sicurezza sul lavoro: a costa morena est scongiurato il rischio di conseguenze peggiori

Gianfranco Solazzo (23)

La Cisl e la Fisascat Cisl Taranto Brindisi non considerano affatto irrilevante quanto accaduto nel porto di Brindisi la scorsa notte, nell’area di Costa morena est, dove a causa del fortissimo vento è stato smosso un container al cui interno erano operativi una lavoratrice vigilante trentenne, dipendente della Ditta Securpol Puglia S.p.A ed un giovane finanziere in servizio presso il varco doganale, entrambi rimasti feriti.

“Non solo quanto sarebbe potuto accadere di ancor più grave in un’area che, per giunta, è pubblica ma anche quanto a rischio fosse l’infrastruttura credibilmente non ancorata a regola d’arte, ripropongono in tutta la sua gravità la questione della prevenzione della sicurezza nei luoghi di lavoro”, denunciano Gianfranco Solazzo, segretario generale territoriale Cisl e Luigi Spinzi, segretario generale territoriale Fisascat Cisl.

SPINZI FISASCAT TARANTO BRINDISILa Cisl e la Fisascat Cisl esprimono solidarietà ed augurano pronta guarigione alla giovane lavoratrice ed al militare coinvolti ma, al contempo, rilevano quanto la provvisorietà dell’infrastruttura divelta e sventrata dal maltempo segnalino evidenti responsabilità da individuare con chiarezza e rispetto alle quali intervenire con decisione.

In un contesto lavorativo, proseguono Solazzo e Spinzi “mai nulla può né deve essere tralasciato quando si tratta di prevenzione della sicurezza e, nel caso di specie, la tolleranza di precarietà infrastrutturali come quelle osservate ripropone la mai risolta questione dei controlli da parte degli Enti strumentali di territorio preposti, che non hanno certamente la missione di intervenire solo quando accadono eventi tragici.”

La Cisl e la Fisascat Cisl denunciano, infine, la situazione di grave problematicità che caratterizza il rapporto di lavoro dei dipendenti della Securpol Puglia S.p.A  e, sul piano nazionale, dei circa 65 mila lavoratori del comparto Vigilanza privata, ai quali da sette anni circa 1.600 imprese negano il rinnovo del contratto.

“Il mancato adeguamento del salario dei lavoratori e delle lavoratrici costituisce elemento di estrema gravità – sottolineano  conclusivamente i due segretari Cisl –  sia per il tempo trascorso che determina malessere e ricadute economiche negative per le rispettive famiglie  sia per l’andamento dell’inflazione che in queste settimane continua a penalizzare il potere d’acquisto dei redditi medio-bassi.”

 UFFICIO STAMPA

Brindisi, 5 novembre 2022