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Il rilancio del sistema portuale ionico, valore aggiunto per l’economia del territorio e del paese

Il settore portuale ionico rientra a pieno titolo in quello più ampio della Puglia, come nello specifico produttivo del sistema economico del Paese; inoltre, caratterizza la vocazione marittima, la storia, la cultura, le tradizioni dei suoi abitanti e costituisce fattore competitivo e driver di sviluppo, pur con modalità diversificate, rispetto alle sei aree provinciali in cui la Regione è suddivisa.

L’infrastruttura portuale di Taranto, così come quella di Bari e Brindisi, è anche riconosciuta asset strategico dell’economia nazionale e contribuisce con le altre in misura significativa a determinarne il Pil, segnatamente nei comparti del crocierismo di linea, charter e low coast, in quelli commerciale, cargo, trashipment; tre porti, ognuno con un proprio sistema produttivo-organizzativo incentrato sulla specializzazione delle singole vocazioni, potenzialità e infrastrutture possedute.

Gli investimenti dedicati – risorse PON e CIS – ben impiegati per l’area portuale in questi ultimi anni, hanno reso il porto di Taranto tra quelli più infrastrutturati d’Italia.

In particolare, la concessione formalizzata lo scorso 30 luglio, per i prossimi 49 anni, da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio alla società Terminal San Cataldo SpA, controllata dalla Yilport Holding, riavvia finalmente una nuova fase di sviluppo nel settore terminalistico e della logistica, di carattere diretto e indotto.

Con essa auspichiamo effetti favorevoli sull’intero territorio potenzialmente in grado di traghettare l’infrastruttura fuori dalla lunga crisi economica che dura dal 2011, così come il relativo riassorbimento delle circa 500 maestranze portuali ex Tct, oggi collocate in Agenzia che necessita al più presto di un provvedimento governativo di proroga, per una ulteriore annualità, essendo in scadenza al 31 dicembre prossimo.

Siamo certi che insieme con l’esigibilità del piano industriale della Yilport Holding, verrà confermato quel dialogo e quella corresponsabilità che hanno assicurato, con la stessa Autorità Portuale ionica negli anni, una forte tenuta sociale che ha scongiurato il rischio di marginalità sociale e produttiva.

A conferma di ciò fondamentale è stato il ruolo meritoriamente svolto e riconosciuto di grande responsabilità, pazienza e competenza dal Presidente dell’Autorità di Sistema, Avvocato Sergio Prete, in un momento storico decisamente difficile per l’intero territorio ionico.

A Taranto, causa anche la delocalizzazione della Società Evergreen e la crisi dell’ex Ilva, il traffico merci ha subìto un fortissimo ridimensionamento, per effetto delle dinamiche che hanno interessato tutto il bacino territoriale.

In quote percentuali, sul totale delle merci transitate nei porti italiani, Taranto è infatti passata dal 9,3% del 2007 al 4,3% del 2017 con le tonnellate di merci movimentate che qui si sono ridotte di oltre il 54%, passando dai 47,2 milioni del 2007 ai 21,6 milioni del 2017 (Ipres Regione Puglia).

In questo 2019, pur non avendo ancora chiaro il futuro produttivo dello stabilimento siderurgico, la concessione dai prossimi mesi delle aree portuali ai turchi della Yilport Holding rende cautamente ottimistica anche la visione della Zona economica speciale interregionale Ionica (Zes) con gli oltre 2.800 ettari a disposizione, il cui decreto istitutivo è stato firmato dal Governo lo scorso 7 giugno.

Ebbene, la Cisl guarda concretamente alle Zes come ad uno strumento di crescita economica, occupazionale grazie alla sua capacità attrattiva in quanto correlata alla semplificazione delle procedure burocratiche a favore delle Aziende nazionali e, soprattutto, dei grandi investitori stranieri che vorranno insediarsi.

Tutto ciò, ora, non dovrà prescindere dalla messa a punto di una macchina amministrativa all’altezza delle sfide, di kit localizzativi contenenti la serie di agevolazioni offerte alle Aziende che vorranno insediarsi a partire dalle autorizzazioni di carattere urbanistico e dalle premialità per gli operatori già presenti che chiedessero di operare in regime di Zes, dalla previsione di tempi certi per il rilascio delle autorizzazioni, dalla condivisione di clausole sociali a favore dei lavoratori.

Le Cabine di Regia per le Zes auspichiamo nel breve si possano aprire in modalità ordinaria ai vari rappresentanti per la relativa governance  ma anche ai portatori di interessi collettivi, come sono appunto le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative.

Per Taranto e il suo territorio la Cisl Taranto Brindisi, viste le grandi potenzialità e opportunità che si stanno delineando, auspica vivamente che venga ricalibrato il concetto di competitività, in un quadro più generale di economia del mare, coinvolgendo anche gli altri settori produttivi trainanti come turismo, agricoltura, commercio, ecc.

Questo è il tempo della concretezza, perché le sfide da vincere lanciate al nostro territorio e, in generale, alla portualità del Mezzogiorno sono tantissime e tutte da vincere.

 

                                                                                   Antonio Castellucci

 Taranto, 9 agosto 2019

9.8.2019 Portualità Taranto – Nota di Antonio Castellucci (CISL)